Domande/Risposte

Si riportano le domande emerse in sede di incontri nei territori e le relative risposte in merito alla specifica area tematica.

QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Valle di Non (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Quali prospettive future per quanto riguarda il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) anche alla luce delle calamità dell’ottobre 2018?
Verso quali interventi si ritiene verranno indirizzate le risorse?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del territorio e dell Assessorato all'agricoltura, foreste, caccia e pesca.
Il tema è complesso e se non correttamente declinato può ingenerare confusione e false aspettative. Ciò anche alla luce del fatto che le politiche di sviluppo rurale e i danni da calamità trovano risposta con strumenti diversi e distinti. In particolare, gli indennizzi e il recupero dei danni provocati dalla tempesta Vaia stanno trovano riscontro attraverso interventi a carico del bilancio provinciale ristornando le importanti provviste riconosciute al nostro territorio del governo nazionale.
Il programma di sviluppo rurale rappresenta, invece, sempre più anche per la nostra provincia autonoma, lo strumento ordinario e principale di sostegno alle politiche agricole e di sviluppo dei territori rurali.
L'insieme delle misure e delle azioni che compongono il PSR, programmate già a partire dal 2015, hanno trovato nella scorsa legislatura un elevato livello di utilizzo, lasciando agli ultimi due anni di programmazione 2019/2020 ben poche risorse.
Questo aspetto ci pone di fronte ad una prima riflessione relativa all'oramai evidente necessità di mettere in campo strumenti ed approcci integrativi ed integrati, che siano in grado di andare anche oltre il mero e classico contributo e fondo perduto per fornire un ventaglio di aiuti e servizi, anche in termini di semplificazione burocratica dei procedimenti, che consentano alle imprese di mantenere ed accrescere il loro potenziale e, di conseguenza, il loro livello di competitività sui mercati.
Questo, a maggior ragione, in previsione di una fase che, in relazione agli eventi che stanno accompagnando a livello europeo la definizione della prossima programmazione agricola comunitaria, è destinata a caratterizzarsi per una reale e progressiva contrazione delle risorse pubbliche e che, quindi, impone la necessità di stabilire con chiarezza e precisione obiettivi e priorità, in coerenza con una complessiva strategia di settore che guardi al futuro.
La proposta sulla nuova PAC 2021-2027, pur in una fase di transizione e di incertezza, introduce alcune importati novità che ci porteranno a sviluppare necessariamente nuove modalità di accompagnamento e sostegno della nostra agricoltura, anche in relazione alla capacità che come territorio saremo in grado di esprimere nei confronti dello Stato e dell’Unione Europea.
Il compito che ci siamo prefissi in questo inizio di legislatura va proprio in questa direzione, che vorremmo provare a sviluppare dando attuazione ad alcune delle seguenti parole chiave che, in parte, danno continuità ad un percorso già tracciato e, in parte, cercano di introdurre nuovi elementi per traguardare il futuro.
Attenzione ai giovani e al ricambio generazionale non solo intesa nel senso del classico premio di insediamento, in quanto dovranno essere necessariamente sperimentare nuove formule rispetto al contributo a fondo perduto, attraverso, in particolare, un forte orientamento ai processi di crescita imprenditoriale, professionale, di formazione e consulenza tecnica.
Diversificazione, intesa come sinergia tra Agricoltura – Ambiente - Turismo e Cultura, ma anche come flessibilità e capacità delle aziende e delle filiere di adattarsi alle mutevoli situazioni di mercato e produttive, per garantire risultati positivi e prospettive di continuità ai nostri agricoltori.
Capacità di risposta e adattamento ai cambiamenti climatici, con, tra le altre cose, una strategia mirata per l’ulteriore efficientamento nell'utilizzo della risorsa acqua ed il potenziamento degli strumenti di gestione del rischio.
Informatizzazione, digitalizzazione dei processi e semplificazione risultano fondamentali strumenti per poter attuare con successo le nuove misure di competitività.
Successo che passa attraverso altri due temi fondamentali per il futuro della nostra agricoltura e del sistema Trentino: la sostenibilità non solo economica, ma anche ambientale e sociale, riconoscendo il fondamentale ruolo della persona, del contadino come indispensabile strumento di azione e di presidio del territorio e che trova la sua distintività e la sua peculiarità nella capacità di tracciare, riconoscere, certificare e promuovere la qualità delle proprie produzioni, in stretta connessione con lo stesso territorio. Il tutto, a partire da un’attenta lettura delle esigenze che esprimo le comunità e, nello specifico, i diversi portatori di interesse.

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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Rotaliana (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Nei mesi scorsi è stato attivato e avviato un progetto che prevede la certificazione di prodotto trentini con il marchio “Qualità trentino”. Inizialmente è stato promosso con forza e stava generando risultati interessanti.
Come di intende proseguire? E quale è l’idea in merito della Giunta provinciale?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo, del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo, dell' Assessorato all'agricoltura, foreste, caccia e pesca e dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
Nel programma di legislatura presentato dal Presidente Fugatti in Consiglio provinciale, si parla espressamente del ruolo fondamentale da attribuire alla valorizzazione dei nostri prodotti tipici; si dice esplicitamente “ dobbiamo sceglierli, consumarli, promuoverli”.
Consumare prodotti agricoli di produzione trentina significa, infatti, fornire un contributo per sostenere l’agricoltura trentina e, attraverso di essa, concorrere al mantenimento di equilibri ambientali, economici e sociali, in coerenza con i più moderni principi della sostenibilità.
Segmentazione dell'offerta, packaging, qualità e distintività del prodotto, sono alcune importanti componenti di successo del mercato. Se a questi elementi, in particolare per le produzioni agroalimentari, sommiamo il valore aggiunto del legame al territorio, siamo in grado di offrire ai nostri potenziali clienti non semplici prodotti, ma emozioni, in relazione al valore connesso all'opportunità di vivere ed operare in un contesto territoriale unico, di ineguagliabile bellezza e qualità degli elementi che lo caratterizzano.
Per questo, il Marchio Qualità Trentino (MQT), unitamente agli altri marchi, quali DOP, DOC. IGP, prodotti tradizionali, montagna, ecc., rappresenta uno dei principali strumenti attraverso il quale possiamo valorizzare le nostre produzioni in stretta connessione con il territorio, concorrendo a mantenere adeguati livelli di competitività delle nostre aziende nell'ambito di mercati sempre più globali.
"Qualità Trentino" può e deve essere, quindi, lo strumento attraverso il quale ci “raccontiamo” e, attraverso i nostri prodotti, raccontiamo le emozioni, la qualità ed il valore di essere "Sistema Trentino".
Infatti, il marchio MQT è, in primis, un marchio di qualità, che garantisce il consumatore sulla qualità del prodotto agricolo che sta consumando, sulla base di un processo certificato da enti indipendenti, al quale viene associata la provenienza trentina. In altri termini, il marchio deve costituire, anche per il futuro, l’elemento di forte connessione tra i prodotti agricoli, la loro qualità, storicità e tradizione ed il territorio che li esprime, anch'esso caratterizzato da livelli di qualità molto elevati. Il valore aggiunto che questi processi possono garantire, è, quindi, direttamente proporzionale alla serietà, credibilità e capacità espressa da parte dei produttori, ma più in generale, da parte delle relative filiere produttive e di tutto il sistema territoriale e sociale nel quale essi si collocano.
L’obiettivo prioritario, nell'ambito, in particolare, di una stretta sinergia tra i settori dell’agricoltura e del turismo, è, quindi, quello di proseguire nel percorso di valorizzazione dei prodotti agroalimentari trentini, anche attraverso l’ulteriore valorizzazione e caratterizzazione del Marchio, in particolare rispetto alla provenienza trentina della materia prima utilizzata nell'ambito di processi di lavorazione che si caratterizzano per elevati standard di qualità.
Il tutto, ponendo al centro il consumatore finale e la necessità che lo stesso sia messo nelle condizioni di avere, in modo chiaro, completo e trasparente, tutte le informazioni sull'origine del prodotto agroalimentare che gli viene proposto.
In questo modo, ci si pone l’obiettivo, da un lato, di coinvolgere anche il consumatore nell'ambito di un processo complessivo di assunzione di consapevolezza sui valori, anche territoriali, che un determinato prodotto esprime, ma, dall'altro, anche di responsabilizzare rispetto al ruolo che le attività agricole giocano per la manutenzione e la qualificazione del paesaggio, a beneficio di tutta la collettività trentina.

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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Valle di Non (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Che tipo di approccio avrà la Giunta Provinciale nello sviluppo del turismo/attività produttive, in relazione alla tutela dell’ambiente montano, in particolare per quanto concerne nuove infrastrutture e accesso alle stesse con mezzi a motore su strade di montagna?
La Giunta intende privilegiare l’accesso all'ambiente montano mediante percorsi a piedi e quindi rafforzare il ruolo di SAT nella gestione/mantenimento della rete sentieristica trentina, importantissimo mezzo per promuovere la conoscenza, valorizzazione e tutela dell’ambiente montano?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo e dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
La Giunta provinciale è orientata alla valorizzazione del territorio trentino e a consolidarne la vocazione turistica e il posizionamento.
Questo passa attraverso azioni volte, in primis, a preservare la qualità del territorio, che rappresenta la base di ogni progetto di sviluppo montano, sia esso turistico che economico. E passa poi da azioni rivolte ad incrementare la competitività e volte a sostenere dinamiche di innovazione per adattarsi all'ambiente e ai bisogni di cittadini e turisti, in evoluzione costante.
Gli interventi a supporto della sostenibilità e della qualità del territorio e della sua offerta passano quindi dal miglioramento della fruibilità della montagna finalizzati a garantire elevanti standard di qualità infrastrutturali e migliorare l’esperienza del turista, mentre prosegue l’opera di ammodernamento della dotazione infrastrutturale del comparto funiviario e delle aree sciabili che vede investimenti in innovazione finalizzati a garantire standard di sicurezza e qualità elevati e per mantenerne la competitività all'interno dell’arco alpino.
Specificatamente, per quel che riguarda le modalità di accesso alla montagna, la Giunta è impegnata in un confronto, imprescindibile, non solo con il territorio trentino ma anche con territori limitrofi, la Provincia di Bolzano e la Regione Veneto. È infatti indiscutibile il dover arrivare ad una decisione condivisa.
La Giunta tuttavia, in questo momento, sta dando priorità ed è fortemente impegnata nel ripristino dei danni alle rete sentieristica derivati dagli eventi calamitosi di ottobre 2018.
L’intervento, complesso e in continua evoluzione, riguarda circa 500 sentieri, su una superficie di 2.000 km di sentieri, a cui si aggiungono i sentieri dedicati alla mountain bike. L’evento calamitoso ha fatto emergere chiaramente ciò che forse prima veniva dato per scontato, ossia l’assoluta importanza che la rete sentieristica riveste per il settore turistico. Da qui, il forte impegno a ripristinare i danni in maniera celere, in modo tale da non compromettere l’offerta turistica del nostro territorio. Gli interventi in corso di definizione e di implementazione sicuramente riguarderanno un periodo di almeno un triennio.

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QUESITO  presentato dal gruppo di lavoro della Paganella (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Il turismo è un asse strategico per l’economia dell’intero territorio provinciale. Il patrimonio ambientale e la capacità di offrire strutture e servizi, divengono pilastri fondamentali per una risposta positiva del mercato turistico, oggi sempre più raffinato ed esigente. La qualità dell’offerta turistica diventa elemento distintivo per il successo di una località, per un territorio.
Il tema della mobilità, sfida ancora aperta, si inserisce a pieno titolo nella vita quotidiana dei cittadini trentini.
Come ci si intende porre rispetto al tema della mobilità turistica e non solo, vista come interconnessione tra centro e periferia, come collegamento tra rete nazionale e quella provinciale, come collegamento fra la rete degli aeroporti e la destinazione turistica?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo e dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
La mobilità è un tema molto importante, complesso e strategico, che va considerato e presidiato in tutti i suoi aspetti. Accanto all'aspetto turistico della mobilità infatti, vi sono gli aspetti urbanistici (vivibilità dei territori, razionalizzazione traffico e parcheggi, controllo dei flussi di transito) e quello naturali (rapporto con Patrimonio UNESCO, razionalizzazione traffico, climate change e sostenibilità della tecnologia).
Per quel che riguarda la mobilità turistica, la Giunta è impegnata in una concertazione con le realtà locali ma vi è anche una dimensione internazionale da presidiare, molto più complessa e nella quale si ha a che fare con stakeholder diversi (si pensi al tema del collegamento tra gli aeroporti e la destinazione).
Per quel che riguarda la dimensione più locale, più presidiabile, la Giunta intende gestire la mobilità turistica come prodotto ed esperienza, incentivando la mobilità alternativa attraverso l’utilizzo di impianti, trasporti pubblici, e-bike, etc. La mobilità rappresenta infatti una delle sfide chiave dei prossimi anni, in quanto è collegata direttamente all'esperienza del turista, ai prodotti di riferimento (sci, bike, trekking, etc.) e ad una filosofa di sostenibilità ritenuta fondamentale dalla maggioranza degli stakeholder e dei turisti.

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QUESITO  presentato dal gruppo di lavoro della Bassa Valsugana (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
Il Lagorai è noto per essere un territorio incontaminato di grande pregio ambientale e paesaggistico. Si ritiene strategico “capitalizzare” questa qualità territoriale ai fini di creare opportunità lavorative e uno sviluppo turistico diffuso e integrato con il comparto agricolo e artigianale locale in un contesto di filiera locale.
Quali sono gli intendimenti della Giunta per la sua “valorizzazione”?
Il Lagorai può essere utilizzato come ambito per un progetto pilota di Ospitalità Diffusa che recuperi il patrimonio edilizio montano esistente per poi estendere il modello ad altre aree del Trentino?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
Il Lagorai rappresenta un’area di pregio, in cui certamente le logiche di sviluppo turistico devono essere diverse rispetto a quelle adottate in altri territori trentini, e devono essere attentamente tarate per trovare un giusto equilibrio tra sostenibilità/qualità ambientale e attrattività turistica.
La Giunta in questo momento sta approfondendo a 360° il comparto ricettivo e le sue tipologie, al fine di ripensare il quadro normativo in una logica di semplificazione, a beneficio sia della domanda sia dell’offerta con minori vincoli normativi, minore rigidità, minor peso burocratico. Ma anche in una logica di flessibilità, con tipologie di offerta più elastiche ed adattabili a recepire cambiamenti di mercato e una gestione più snella, e una logica di qualità e mercato, per un allineamento con le tendenze e le aspettative del mercato, garantendo la qualità del servizio offerto.
In tal senso siamo sicuri che si riuscirà a trovare una soluzione adatta al territorio in questione, capace di valorizzare l’ambiente e al contempo attirare economia.

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QUESITO  presentato in sede di incontro della Valle di Cembra (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
Alcune zone del Trentino, per le loro caratteristiche territoriali ed economiche, necessitano di una chiave di lettura in termini di sviluppo e promozione turistica che inevitabilmente si deve differenziare da quella utilizzata per le zone sciistiche o a forte vocazione sportiva (es. Lago di Garda, Val Rendena, San Martino di Castrozza...). Tali aree, spesso marginali, come la Val di Cembra, la Vallarsa, la Val dei Mocheni... potrebbero beneficiare di una promozione turistica condivisa, che sappia valorizzare proprio quegli aspetti legati alla presenza di ambienti ancora integri e autentici sia da un punto di vista ambientale che culturale ed etnografico, focalizzandosi su un'offerta di turismo slow e sostenibile. 
La Giunta provinciale può ipotizzare una promozione turistica territoriale condivisa per tali territori ripensando l'attuale sistema delle Aziende per il Turismo, non sulla base di aggregazioni o fusioni con territori limitrofi ma piuttosto sulla base di affinità territoriali?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
La Giunta provinciale sta approfondendo l’architettura del sistema di marketing turistico-territoriale, sia a livello centrale che d’ambito, con fine di riuscire ad avere un sistema maggiormente sinergico e proattivo.
In questi ultimi anni infatti, nel sistema del turismo e del come fare turismo sono cambiate molte cose. Ci sono state delle vere e proprie rivoluzioni che hanno completamente cambiato le modalità di lavoro dei soggetti deputati al marketing turistico-territoriale. Prima fra tutte la rivoluzione nel comportamento del turista, che oggi sceglie il cosa fare, prima del dove farlo. Cerca esperienze, autentiche, da vivere e condividere. Cerca emozioni. E ciò ha inciso profondamente sul modo di fare marketing, che è passato dall'essere fondato sulla geografia, la montagna, il mare, il lago, a cercare di colpire il lato emozionale delle persone. Per non parlare della rivoluzione legata alla personalizzazione dell’esperienza e alla digitalizzazione.
Il sistema trentino, se dal lato della costruzione dell’offerta e dell’approccio al mercato si è attrezzato per affrontare tali cambiamenti, nella sua costruzione è invece rimasto “statico”, e ciò ha diminuito in parte gli sforzi legati a proposte e situazioni virtuose.
In tal senso, la Giunta, come sopra anticipato, si è posta l’obiettivo di ridefinire il meccanismo di funzionamento del sistema di marketing turistico-territoriale trentino e d’ambito, per quel che riguarda ruoli, dimensioni e rappresentatività degli attori.
A livello territoriale (Aziende per il turismo/Consorzi Pro Loco), la riflessione sulla geografia di tali enti è finalizzata non solo a rafforzare la rappresentatività delle Apt/CpL all'interno dell’ambito e potenziarne il ruolo per diventare regia dello sviluppo locale, ma è finalizzata anche a incrementare le sinergie tra attori su dimensioni orientate al mercato, che possano effettivamente fare radicare la collaborazione tra enti, essendo portatrici di un ritorno economico. 
Questo lo si ottiene certamente puntando sulle “affinità territoriali”, che sono affinità per tipologia di prodotto, che si ottengono tuttavia non con aggregazioni amministrative ma incrementando la collaborazione e le sinergie. Non è possibile infatti prescindere dalla dimensione “fisica” del territorio, ridefinire la struttura di tali enti trascurando la dimensione territoriale in senso stretto, anche per questioni legate al meccanismo con il quale è costruito il finanziamento di questi enti, basato in gran parte sull'imposta di soggiorno che viene introitata e restituita ai territori per incrementare la qualità e l’offerta turistica. Ma è certo possibile creare una sorta di sinergia per “best practice”, ovvero esportare il modello di offerta di un territorio su un determinato prodotto in cui è riuscito con tempo ad eccellere, verso altri territori che sono vocati anch'essi su quel determinato prodotto ma che ancora non sono riusciti a costruirlo e promuoverlo in maniera remunerativa. Concentrarsi sulle eccellenze e replicarle laddove ci siano le condizioni per farlo.

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QUESITO  presentato dal gruppo di lavoro della Valle di Cembra (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
L'imprenditorialità in zone marginali e di montagna si scontra inevitabilmente con ostacoli e difficoltà diversi rispetto a contesti cittadini e di pianura. La Giunta provinciale intende ipotizzare degli incentivi specifici rivolti al sostegno di tali attività che spesso rappresentano risorse vitali per i piccoli paesi del Trentino e in particolare può ipotizzare delle deroghe a quei vincoli o limiti legislativi che di fatto ostacolano le attività economiche e produttive che operano in contesti montani?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
La Giunta provinciale è fortemente impegnata nel valorizzare la montagna, e questi Stati Generali ne sono l'esempio. E valorizzare la montagna significa anche sostenerne le attività economiche e produttive per evitare il fenomeno dello spopolamento legato alla marginalità.
Questo lo si ottiene mettendo in atto strategie sulla promozione e il sostegno delle attività economiche tipiche delle montagna, con l’integrazione tra turismo, commercio e artigianato, che vede nel territorio l’elemento di raccordo e di unione dei tre comparti. Il fatto di aver riunito tali competenze sotto un unico Assessorato da evidenza di tale volontà.
Parliamo del sostegno ai piccoli negozi di montagna, che consentono il presidio commerciale e sociale di territori periferici e difficili da abitare, con un significativo impatto sulle condizioni e la qualità della vita dei residenti. Parliamo della valorizzazione dei luoghi storici del commercio, dei piccoli borghi, dell’artigianato e delle sue figure, della valorizzazione del marchio Osteria Tipica Trentina, dei pubblici esercizi e della necessità di una revisione normativa coordinata con una parallela revisione della normativa in materia di strutture ricettive, più moderna e funzionale ed in grado di disciplinare fenomeni emergenti.
In questa fase sono al vaglio le politiche e gli strumenti per farlo, non tralasciando il necessari elementi di innovazioni e le potenzialità date dalla tecnologia che possono dare un grande contributo in tal senso.

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QUESITO  presentato dal gruppo di lavoro dell’ Alta Valsugana e Bernstol (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
Il territorio dell’Alta Valsugana e Bernstol, così come gli altri territori del Trentino e in generale dell’arco alpino dovrà, nei prossimi anni, trovarsi pronto a rispondere nel modo più adeguato possibile ai grandi temi posti dalla globalizzazione, in primis agli effetti dei cambiamenti climatici di cui abbiamo già avuto un segnale con la tempesta Vaia del 29 ottobre 2018.
Di fronte a scenari sempre più complessi e interconnessi, i territori di montagna possono però rappresentare un modello e un laboratorio prezioso in cui sperimentare buone pratiche di sviluppo sostenibile in ambito sociale, culturale, economico e anche turistico, potendo contare sul proprio vantaggio competitivo di avere disposizione risorse uniche nel panorama mondiale (dalla natura ai prodotti enogastronomici passando per le tradizioni culturali e le abilità artigiane).
A quest’ultimo proposito, sono indispensabili secondo noi politiche virtuose capaci di preparare questi territori a rispondere efficacemente alle sfide poste dalla necessità di salvaguardare e promuovere il patrimonio naturalistico e culturale della montagna. I cambiamenti climatici impongono di ripensare gli equilibri a favore del sostegno ad un modello che sappia ragionare in termini di filiera corta (produzioni a km 0, prodotti locali e biologici, piccole strutture ricettive e albergo diffuso), di turismo dolce e lento (percorsi tematici, gestione e valorizzazione delle aree protette, sport a basso impatto ambientale come il trekking e le escursioni guidate) e in termini di economia della relazione (saper cioè creare in ogni territorio una rete di soggetti pubblici e privati in grado di valorizzare i propri servizi e prodotti rispettando l’ambiente in cui sono inseriti e favorendo il capitale umano a disposizione).
Chiediamo quindi se la presente Giunta ritenga doveroso iniziare a puntare maggiormente su un turismo slow e a basso impatto ambientale, favorendo in questo modo anche la destagionalizzazione dell’offerta turistica e la fruizione sostenibile anche dei territori marginali del Trentino, oppure se ritiene di perseguire un modello di turismo “di massa” (nuovi impianti di risalita, piste da sci, bacini di innevamento artificiale, fenomeno dei grandi eventi) nonostante i segnali ormai evidenti dell’insostenibilità ambientale, sociale ed in futuro anche economica di tale disegno di sviluppo.

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
La Giunta, nel definire il modello di sviluppo turistico del Trentino, parte dall'esistente: un territorio di pregio, da preservare e valorizzare, e tutte le politiche future partiranno partire da qui.
Il territorio è infatti un elemento non delocalizzabile e non riproducibile, e quindi fonte di vantaggio competitivo. E se il turismo è un fenomeno glocal, ossia con una dimensione globale per quel che riguarda il rapporto con il mercato e una dimensione locale per quel che riguarda la produzione e l’erogazione dei servizi, investire nel territorio, in servizi, in autenticità, in dotazioni e vocazioni, equivale a rafforzare il vantaggio competitivo e a presentarsi al mercato in maniera vincente.
Quindi le azioni saranno rivolte in primis a preservare la qualità del territorio, che rappresenta la base di ogni progetto di sviluppo montano, sia esso turistico che economico, e poi saranno rivolte ad incrementare la competitività e a sostenere dinamiche di innovazione per adattarsi all'ambiente e ai bisogni di cittadini e turisti, in evoluzione costante.
Detto ciò, ogni singolo territorio trentino ha una sua dinamica di sviluppo e delle sue potenzialità. Certamente la Giunta è impegnata, già da tempo, a favorire l’estensione della stagionalità del prodotto turistico, per rendere il territorio fruibile 365 giorni l’anno, con la consapevolezza comunque che la stagionalità non è la stessa in tutte le zone del Trentino ed esistono differenze molto significative tra i vari ambiti. Per destagionalizzare servono tuttavia almeno due elementi: la presenza di un prodotto e la garanzia di poter usufruire di servizi turistici su tutto l’arco dell’anno. Quanto attualmente proposto non è sufficiente a destagionalizzare il prodotto turistico e a creare una reale sinergia tra i settori, a causa di numerosi vincoli, spesso di natura amministrativa, spesso invece legati a problemi di costi/benefici economici.
Dove si è riusciti a destagionalizzare, lo si è fatto anche grazie alle infrastrutture “di massa” già presenti sul territorio, in particolare gli impianti di risalita, che hanno permesso ad esempio di allungare la stagione del prodotto mountain bike, e che rappresentano anche un elemento legato alla mobilità alternativa.
Va dunque ricercato un equilibrio tra quel che c’è, e non è da demonizzare ma anzi da valorizzare e utilizzare in una nuova chiave, e l’attenzione all'ambiente, che come detto non potrebbe non essere presente.

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QUESITO  presentato dal gruppo di lavoro dell’ Alta Valsugana e Bernstol (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
Lo sviluppo di un territorio non nasce casualmente ma tramite politiche programmatorie che sappiano mettere insieme vocazione storia ed identità. La presenza sul nostro territorio di risorse storiche riconosciute quali le Terme di Levico e Vetriolo e l’Ospedale Villa Rosa di Pergine permettono di porre delle riflessioni sul loro sviluppo anche in dimensione turistica, un turismo legato al benessere ed alla salute che ben si integrerebbe con un territorio di media montagna, l’area della Panarotta per la sua indispensabile valorizzazione anche estiva assieme agli Altipiani della Vigolana e del Pinetano.
Quali strategie pensa l’Amministrazione provinciale di mettere in atto per rispondere a queste esigenze?

RISPOSTA  a cura del Dipartimento artigianato, commercio, promozione sport e turismo dell'Assessorato all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo.
Il settore termale in Trentino è un comparto importante per le sue ricadute economiche e turistiche, e come tale va supportato favorendo l’attivazione di alcune misure che facilitino un approccio di sistema.
In tal senso, per favorire la collaborazione e il coordinamento tra le aziende termali trentine, promuovendo lo sviluppo di un'immagine coordinata del settore termale trentino, nell'ottobre 2018 è stata stipulata una convenzione fra Provincia, l'Associazione Terme del Trentino, Trentino Sviluppo S.p.A. e Trentino Marketing S.r.l. per promuovere progetti specifici nei seguenti ambiti d'intervento: marketing strategico e operativo, incluse strategie di internazionalizzazione, ricerca, formazione e gestione personale, sistemi informativi e di controllo.
La finalità è quella di diversificare l’offerta delle aziende termali allargando in tal modo il bacino di utenza, mantenendo sempre la loro dimensione in primis curativa ma approdando ad una dimensione di benessere a 360°. In tal senso si cercheranno anche di potenziare i collegamenti con il sistema sanitario e con le assicurazioni private.
La strada è stata aperta: ora chiediamo a tutti di fare la propria parte, per la buona riuscita del progetto.

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