Domande/Risposte
Si riportano le domande emerse in sede di incontri nei territori e le relative risposte in merito alla specifica area tematica.
QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Rotaliana (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Per rilanciare il territorio e aumentare competitività sarebbe importante completare i collegamenti con la fibra ottica già avviati in alcune zone della nostra Provincia.
Qual è la situazione attuale e come si intende procedere?
RISPOSTA a cura del Dipartimento infrastrutture e trasporti e della Presidenza della Provincia autonoma di Trento.
AREE BIANCHE
Il territorio della Piana Rotaliana rientra nell'intervento pubblico per lo sviluppo della Banda Ultra Larga (BUL), per il quale fanno riferimento gli accordi siglati nel luglio 2016 tra la Provincia Autonoma di Trento ed il Ministero dello sviluppo economico (MiSE). L'accordo prevede un investimento complessivo di 72 milioni di euro (47 milioni dal Governo e 25 milioni dalla Provincia, comprensivi dei fondi FEASR). Le risorse sono state allocate per realizzare l'infrastruttura nelle cosiddette Aree Bianche, ossia tutti i comuni ad eccezione di larga parte del territorio dei comuni di Trento, Rovereto, Arco, Riva del Garda e Pergine, dove gli investimenti sono a carico degli operatori privati, in quanto considerate aree profittevoli.
Infratel Italia, società in-house del MiSE, ha pubblicato i bandi di gara a livello nazionale ed ha siglato nel novembre 2017 il contratto di concessione con l’aggiudicatario Open Fiber Spa, società controllata da ENEL e Cassa Depositi e Prestiti con un importo di aggiudicazione di circa 37,7 milioni di euro. In queste aree Open Fiber si impegna a realizzare una copertura dell’84% delle utenze con velocità di oltre 100 Megabit (fibra ottica ai palazzi), del 15% con velocità maggiori di 30 Megabit (tecnologia radio FWA); meno dell’1% delle utenze rimane non coperto.
I fondi risparmiati per i ribassi di gara sono stati destinati agli interventi previsti nella fase successiva, per affrontare gli incentivi alla domanda in forma di vaucher e per la copertura a 100 Megabit nei comuni di Riva del Garda, Arco e Pergine Valsugana (che altrimenti rimarrebbero a 30 Megabit), Open Fiber è partita con le attività ad inizio 2018 e lo scorso anno ha aperto cantieri in 8 Comuni, tra i quali Zambana nella piana rotaliana. Nel frattempo ha completato la progettazione definitiva su tutti i comuni del trentino e, per il corrente anno, ha in programma di aprire cantieri in ulteriori 64 Comuni, tra i quali Mezzolombardo nel mese di maggio e San Michele all'Adige nel mese di settembre.
Appena insediata, la nuova Giunta Provinciale ha preso in mano la situazione, considerato che vi fosse una evidente lentezza nello svolgimento di questo intervento sul territorio. A tale scopo sono stati presi contatti ed effettuati incontri da parte delle strutture provinciali competenti sia con la società Infratel Italia sia con la Concessionaria Open Fiber. Queste interlocuzioni sono servite per sollecitare tutti gli attori coinvolti, anche sul livello nazionale, per una accelerazione degli interventi progettuali in modo da far partire più cantieri possibili, ed al contempo per mettere in atto tutte le azioni necessarie per poter dare seguito con le attivazioni dei servizi nel minor tempo possibile una volta terminata la fase di posa dell’infrastruttura. A tale scopo è stata coinvolta anche la società di sistema Trentino Digitale in quanto buona parte delle infrastrutture già presenti vengono utilizzate da Open Fiber per realizzare i collegamenti verso le utenze private.
Il Comitato di monitoraggio dell’intervento BUL, nel quale partecipa il Dipartimento per le Infrastrutture e la mobilità, Trentino Digitale ed il Consorzio dei Comuni trentini, è a disposizione dei rappresentanti del territorio per rappresentare eventuali proposte e criticità puntuali che si presentino.
FIBRA OTTICA NELLE SCUOLE
Ammonta a 9,74 milioni di euro il finanziamento per attuare il cablaggio di tutte ritenute prioritarie per le scuole primarie e secondarie del Trentino di cui 8,65 milioni di euro, sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - e poco più di 1 milione di euro su Bilancio PAT. Gli interventi permetteranno di raggiungere gli istituti scolastici trentini dotati di banda pari ad 1 gigabit per secondo, rispettando così gli obiettivi dell'Agenda Digitale Europea. Il progetto permetterà di navigare in banda ultra larga agli studenti (circa 100.000), della scuola primaria, secondaria inferiore e secondaria superiore.
Ad oggi sono collegati 27 istituti scolastici con i cavidotti e 16 di essi con la fibra ottica. Dal 2018 al 2021, saranno collegati alla rete in fibra ottica ulteriori 109 istituti scolastici per complessivi 121 istituti, per i quali sono in appalto tutte e 10 i progetti delle opere civili.
Nella zona “Paganella e Rotaliana” è previsto il collegamento di 5 scuole, delle quali una (Roverè della Luna) è già stata collegata con cavidotto, mentre per le altre è in corso la stipula dei contratti per i collegamenti con cavidotti. I lavori finiranno entro il 2021.
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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Rotaliana (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
Considerato che altri paesi europei stanno spingendo sul trasporto su rotaia e preso atto che nel nostro territorio siano nella fase del confronto relativa al trasporto gomma e trasporto su rotaia, quale è la posizione della Giunta Provinciale e come si intende procedere in merito?
RISPOSTA a cura del Dipartimento infrastrutture e trasporti e della Presidenza della Provincia autonoma di Trento.
Il tema della mobilità sostenibile nelle regioni alpine, in particolare quelle interessate dal corridoio del Brennero, ruotano di fatto attorno ai seguenti spunti:
A) alla galleria di base del Brennero ed alle potenzialità di "avvicinamento" non solo per le merci ma anche delle persone della Mitteleuropa;
B) alle conseguenti opportunità che dal 2026 in avanti potranno derivare, o meno, ai territori in relazione all' "attrezzaggio" infrastrutturale e non solo che questi si daranno per accogliere milioni di persone dell'area tedesca e del nord, le cui distanze spazio-temporali si accorciano notevolmente (e si collocano all'interno di 4 ore che separeranno anche l'area tedesca più distante dalla Euregio e dalle nostre città principali);
C) al processo che in modo irreversibile coinvolgerà le nostre regioni e alla necessità di tenere conto che, se oggi il "collo di bottiglia" è il tratto per il quale oggi è in corso di realizzazione il tunnel, dal 2026 (salva una determinatissima azione politico-amministrativa euroregionale nazionale e comunitaria) il collo di bottiglia, con pesanti criticità, potrà essere la linea storica in transito a Bolzano Trento Rovereto: se oggi con meno di 100 treni giorno l'area attraversata in ambito urbano a Trento è ricca di criticità e potenziali conflitti socio giuridici -rumore vibrazioni degrado e comitati-, con 400 treni il transito attraverso le città sarà insostenibile, salvo spostare interi quartieri: ecco perché il tema delle tratte di accesso non è secondario, ma essenziale, se si vorrà che il tunnel esplichi le sue piene potenzialità da subito nel trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia, che oggi vede il valico con la diversione modale più bassa tra tutti i valichi alpini (meno del 30% delle merci trasportate su ferrovia, 70% su gomma);
D) alla circostanza che le tratte di accesso non risolveranno tutti i problemi perché poi si porrà il tema dello sfruttare le potenzialità dell'accesso alla nostra area da parte dei cittadini tedeschi e del Nord Europa: una volta arrivati qui, come andranno e si sposteranno nelle valli, e come si sposteranno nelle valli i nostri cittadini durante tutto l'anno?
Sorgono da più parti idee e proposte di ferrovie locali (per rimanere in Trentino il Garda, Cembra, Fiemme, Fassa, la ferrovia delle Dolomiti lungo la Valsugana, il prolungamento sino in Svizzera della Trento Malè; in Alto Adige due o più tracciati per arrivare a Cortina):in che misura saranno tutti eleggibili questi progetti ferroviari Interni? si dovrà pervenire ad una selezione o avranno la forza le nostre amministrazioni per realizzare tutte queste ferrovie locali il cui costo per ognuna (si pensi alla ferrovia dell'Avisio) si aggira tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro? E ancora, saranno le ferrovie davvero il motore della mobilità sostenibile per le valli per i residenti nel corso di tutto l'anno?
In provincia di Trento sui bus i passeggeri trasportati sono 47 milioni all'anno (intesi come viaggiatori su autobus urbani e corriere extraurbane, queste ultime totalizzanti circa 24 mln dei 47) e i passeggeri trasportati annui sulla ferrovia sono 7,5 milioni: in pratica significa che i passeggeri del servizio bus extraurbano (circa 15 milioni se si guarda ai viaggiatori effettivi, ovvero al netto di una quota fisiologica di tutti i viaggi potenziali dell'abbonamento) sono il doppio dei passeggeri trasportati dalla ferrovia, con una spesa che è molto meno del doppio per il servizio bus, in un contesto di circolazione che, a parte l'asta dell'Adige, vede un territorio e popolazione molto "dispersi".
Analogo è il dato giornaliero dei passeggeri ferroviari, 22.000, che sono circa la metà dei 45.000 passeggeri giorno delle corriere extraurbane.
E in provincia di Bolzano, che vede il numero di passeggeri giornalieri sui servizi trasporto pubblico più elevato rispetto la provincia di Trento, la differenza è data non dalle ferrovie locali, ma dal servizio extraurbano bus cadenzato in tutte le valli.
E) al tema quindi della"sostenibilità", che non può essere solo ambientale ma anche economica (e non solo degli investimenti ma anche gestionale)e al rischio che grandi infrastrutture drenino molte risorse poi non sufficienti per supportare i servizi di mobilità capillare che per periferie estremamente disperse in termini di agglomerati abitativi vede certamente una maggiore efficienza ed efficacia nel servizio extraurbano su gomma, che non andrà quindi demonizzato a favore del servizio ferroviario ma certamente valutato attentamente soppesandone le esternalità negative e positive;
In ultima analisi la delicata decisione su "quale scelta modale" (gomma pubblica, ferrovie, gomma privata? ) all'interno delle diverse modalità sostenibili del trasporto pubblico, non può essere netta ed escludente, specie in un territorio complesso come quello trentino, che non può ragionevolmente non considerare, sia per i residenti che per i turisti, la combinazione di tre pilastri:
- mobilità ferroviaria: per le connessioni con le grandi reti di trasporto con il potenziamento delle stazioni di connessione di Trento e Rovereto, a partire dalla valorizzazione di quelle già esistenti (entro settembre sarà completata la revisione del modello di esercizio della FTM con una velocizzazione generale e semicadenzamento degli orari) e rigorosa "selezione" dei nuovi progetti ferroviari, pena la non sostenibilità finanziaria di tutte le proposte;
- mobilità pubblica su “gomma”: per le connessioni secondarie;
- mobilità privata su “gomma”per l’ultimo miglio (forme innovative di car pooling/servizi a chiamata in aree marginali periferiche).
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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Rotaliana (12 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Casa Sebastiano).
In questa fase storica si sta assistendo ad un invecchiamento della popolazione e ad un aumento dell’aspettativa di vita delle persone con disabilità rispetto alla loro rete famigliare di sostegno e riferimento. Nei mesi scorsi si è parlato a lungo dello Spazio argento, progetto ora in stand by, e di progetti legati al “durante e dopo di noi”.
Come intende la Giunta provinciale affrontare tali tematiche nell'ottica del supporto alle famiglie?
RISPOSTA a cura del Dipartimento delle politiche sociali e dell' Assessorato alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia.
SPAZIO ARGENTO
Attivare specifici moduli organizzativi territoriali denominati “Spazio Argento” incardinati presso le Comunità con l’obiettivo di favorire la qualità di vita dell’anziano, promuovendo in primo luogo l’invecchiamento attivo, inteso non solo come attività fisica e corretta alimentazione, ma anche come creazione di occasioni di partecipazione attiva alle attività a favore della propria comunità. Spazio Argento è un front office che garantisce ascolto, informazioni, orientamento, presa in carico e monitoraggio per favorire la qualità di vita dell’anziano e della sua famiglia, anche promuovendo risposte innovative. Spazio argento opera in collaborazione con l’Azienda sanitaria e le APSP del territorio e con il supporto dei tavoli di programmazione locali. Spazio Argento svolge una funzione di governo integrata e multidisciplinare del sistema degli interventi socio-assistenziali e socio-sanitari, garantendo, con procedure semplificate, risposte unitarie, integrate e vicine ai bisogni degli anziani e dei loro familiari.
Nell'ambito della disabilità sono attivi i seguenti interventi:
Servizi socio-assistenziali di livello locale (gestiti da Comunità di Valle): centro socio-educativo, centro occupazionale, laboratorio per l’acquisizione dei pre requisiti lavorativi, centro servizi a rete, comunità alloggio, interventi di sostegno a domicilio e Servizio di assistenza a domicilio
Servizi socio-assistenziali di livello provinciale servizio MUOVERSI, Sportello informativo per l’handicap interventi per la rimozione delle barriere e l’adeguamento dei veicoli.
Servizi socio- sanitari: rientrano i centri diurni socio-riabilitativi per disabili ed i centri residenziali tra cui anche CASA Sebastiano.
Provvidenze, sostegni monetari e facilitazioni: misure previste da normative specifiche quali assegni di invalidità, progetto vita indipendente, contributi specifici, indennità, ausili ecc…. Valutati da Commissione APSS ed erogati da APAPI.
Nell'ambito della disabilità il tema del DURANTE E DOPO DI NOI rappresenta un’opportunità da sviluppare, anche nella direzione di favorire le condizioni per l’investimento di risorse private nel progetto complessivo, secondo forme da individuare (trust, fondazione di partecipazione ecc…). Il 13 giugno 2018 è stata approvata la Legge provinciale n.8 che introduce specifiche disposizioni in favore delle persone con disabilità per le situazioni in cui queste possano ancora contare sul sostegno dei familiari (“Durante noi”) e per le situazioni in cui questo sostegno sia venuto meno (“Dopo di noi”). Per le persone con disabilità si prevede la possibilità di attivare percorsi di autonomia, vita indipendente o interdipendente adeguatamente supportata in base alle specifiche esigenze.
La legge provinciale coerentemente con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità prevede in particolare:
- attivazione degli interventi previsti dalla legge 112/2016 nell'ambito dell’abitare sociale;
- inserimenti di questi interventi in un progetto personalizzato;
- interventi per favorire l’istituzione di trust, vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione;
- iniziative per la sensibilizzazione e formazione;
- azioni rivolte alle famiglie e ai care givers, anche per rafforzare la consapevolezze dell’opportunità che la persona disabile intraprenda percorsi in autonomia.
Per l’attuazione di tale legge sono state stanziate apposite risorse alle Comunità/territori sul triennio 2018, 2019, 2020, pari ad Euro 680.000,00 per ciascuna annualità, a cui si aggiungono Euro 20.000,00 annuali a livello provinciale per azioni di formazione e coinvolgimento degli ordini e delle parti per la definizione e gestione degli strumenti finanziari e patrimoniali.
Il Servizio Politiche Sociali, in collaborazione con il territorio e con il Dipartimento (Ufficio per l’integrazione socio-sanitaria) sono attualmente impegnati a definire i criteri di accesso e di attivazione degli strumenti previsti dalla normativa.
Tra le attività in corso sul tema del DOPO DI NOI rientrano i 4 progetti finanziati mediante le risorse rese disponibili dal Fondo regionale per la famiglia e l’occupazione (noto anche come fondo vitalizi) per un totale di Euro 350.000,00.
QUADRO SERVIZI
Strutture residenziali e semi residenziali di livello locale e provinciale (tot. complessivo):
Strutture di livello locale per Comunità/Territorio:
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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Bassa Valsugana (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
I cittadini residenti nelle valli scontano una difficoltà nei collegamenti garantiti dal trasporto pubblico sia da e per il capoluogo, con corse ferroviarie e bus concentrate negli orari di punta (che per esempio costringono gli studenti universitari a programmare il piano di studi escludendo i corsi in orario serale) e con tempi di percorrenza eccessivi, sia per quanto riguarda i collegamenti locali paese-paese, per i quali sarebbe più efficiente un servizio “a chiamata” e importanti soprattutto per la popolazione anziana e per i più giovani. In che modo la Giunta intende intervenire per risolvere queste problematiche?
RISPOSTA a cura del Dipartimento infrastrutture e trasporti e della Presidenza della Provincia autonoma di Trento.
In via generale per quanto riguarda l’offerta di trasporto pubblico sul territorio provinciale, non si può non osservare che i circa 120 milioni di euro in carico alla fiscalità generale rappresentano una quota importante del bilancio pubblico di parte corrente (all'incirca il 5%), e valgono a garantire il trasporto quotidiano di circa 120 mila viaggiatori (corrispondenti ha circa 70 mila cittadini): la Valsugana in questo contesto, rispetto ad altre Valli del territorio, può contare su un'offerta di tutto rilievo tenuto conto che, accanto alla ferrovia che garantisce un orario cadenzato per più di 40 corse giornaliere tra Trento - Borgo e Bassano nelle due direzioni, vi è il servizio extraurbano gomma che, guardando al totale delle corse extraurbane garantite giornalmente in provincia di Trento, vede tra Alta Valsugana e Bassa Valsugana un numero di corse superiore a quello di altre Comunità in termini assoluti, rispetto a qualsiasi altra comunità territoriale diversa dalla Valle dell'Adige (vedasi grafico).
Questo non esime dal proseguire, seppure in un quadro di delicati equilibri economico-finanziari (tenuto conto che a tutt'oggi il grado di copertura da tariffa coperta dagli utenti sulla spesa di trasporto è pari al 14%) in un’operazione di implementazione dei servizi extraurbani di tipo cadenzato analogamente a quanto avviene in territori limitrofi a quello Trentino, come pure vero che proseguiranno gli sforzi di miglioramento del modello di esercizio della ferrovia della Valsugana, anche nella struttura esistente, proseguendo il percorso di velocizzazione partito nello scorso dicembre 2018 (e che vede un incremento delle corse nelle ore di punta per una percentuale pari al 30%, nonché una diminuzione dei tempi di percorrenza di alcuni treni diretti introdotti da un'ora a 45 minuti circa per la copertura della tratta tra Trento e Borgo, con un incremento della velocità media dei treni diretti ed espressi del 25%, ulteriormente all’infittimento dell'offerta nelle ore del mattino per i treni che da Borgo e Pergine conducono a Trento e che sono passati da 5 a 7).
Per quanto riguarda i collegamenti tra paesi non vi è dubbio che si tratta di soluzione da rinvenire per una serie di territori analoghi e che non si prestano ad un'offerta di servizi tradizionale: in questo senso si sta lavorando con il Servizio trasporti all'analisi di modelli non tanto di servizi a chiamata (già sperimentati in altre porzioni del territorio con scarso successo, tenuto conto che in ogni caso la spesa di messa a disposizione del mezzo non varia rispetto a quella di un offerta ad orario fisso, ed a cui si devono aggiungere gli oneri e le difficoltà, non apprezzate da una popolazione debole, di prenotazione, conferma del servizio ed attivazione delle missioni da parte di un software a regolare le chiamate), quanto di forme di sostegno mediante voucher ad utenza debole che possa eventualmente essere beneficiaria di accrediti al trasporto con operatori privati ad un costo marginale (a fronte di una fiscalizzazione della restante parte della spesa del singolo viaggio): naturalmente si tratta di soluzioni per un'utenza particolarmente debole e per servizi di carattere necessitato, che però può rappresentare una risposta importante in particolare per situazione di disagio abitativo la vita ti sparsi sul territorio in nuclei di pochi abitanti o masi.
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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Bassa Valsugana (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
La precedente Amministrazione provinciale aveva raggiunto un accordo con la Regione Veneto che prevedeva la realizzazione di una bretella di collegamento non autostradale fra la A31 (Valdastico) e Trento lungo parte della Valsugana. L’accordo comprendeva anche l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana nel tratto trentino con spese a carico del concessionario A31. Quali sono le intenzioni della Giunta, con particolare riguardo alla prospettata elettrificazione della linea ferroviaria?
RISPOSTA a cura del Dipartimento infrastrutture e trasporti e della Presidenza della Provincia autonoma di Trento.
Per quanto concerne l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, vi sono alcuni elementi oggettivi che impongono di procedere (naturalmente compatibilmente con le risorse ed i piani che RFI, rete ferroviaria italiana, essendo vero che l'infrastruttura è di proprietà del Ministero del Tesoro e dunque gli oneri ricadono non tanto in capo ai concessionari di autostrade, quanto in capo al proprietario della rete):
- la linea tra Trento e Bassano misura 95, 71 km ed è l'unica che dentro i 470 km complessivi della rete regionale non è elettrificata, rappresentando dunque il 30% del totale (il resto 315 km, è elettrificato o in corso di elettrificazione, vedasi Merano Malles); questo profilo rende bene evidente dunque che dentro una più ampia rete vi è "un'isola" che non colloquia dal punto di vista dei materiali con il resto della rete, e dunque genera impossibilità ad esempio sia di effettuare treni provenienti da Monaco verso Venezia via Valsugana, sia la impossibilità gestionale di fare delle economie di scala utilizzando turni e treni già impiegati sul resto della rete; in tal senso la Valsugana ad oggi continua a necessitare di materiali dedicati di tipo diesel: in particolare i 15 treni Minuetto attuali sono in esercizio del 2005 e dunque nell'arco di pochi anni dovranno essere dismessi in favore di una nuova flotta al costo medio di circa 5 milioni per ogni treno, totale circa 75.000.000,00 di euro di investimento;
- dal punto di vista della gestione corrente, il carburante consumato per il milione di chilometri effettuati ogni anno sulla Valsugana tra Trento e Bassano, nelle poco più che 40 corse giornaliere, comporta una spesa pari a circa 1,5 milioni di euro per gasolio, quando è vero che la Trento Malè, che effettua più o meno gli stessi chilometri della Valsugana, abbisogna di un costo per energia elettrica pari a circa € 500.000,00.
I dati oggettivi dunque depongono a favore dell'elettrificazione, che naturalmente per risultare interessante dovrebbe anche vedere opportune rettifiche di tracciato (anche rilevanti, in particolar modo per quanto riguarda la tratta tra Trento e Pergine).
Si tratta dunque di argomento che andrà senz'altro ripreso con il Ministero, in quanto di carattere sovra-regionale non solo in termini di spesa di investimento.
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QUESITO presentato dal gruppo di lavoro della Bassa Valsugana (18 aprile 2019 - incontro con la Giunta presso Forte delle Benne - Comune di Levico).
Al fine di ridurre il gap tecnologico per cittadini e imprese rispetto alle aree “nere”, il gruppo di lavoro considera prioritario procedere velocemente al completamento della rete a banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato, che annulla di fatto lo svantaggio “geografico” delle aree periferiche della provincia. La Giunta condivide questa priorità?
RISPOSTA a cura del Dipartimento infrastrutture e trasporti e della Presidenza della Provincia autonoma di Trento.
La Giunta provinciale condivide la priorità di procedere con la massima tempestività al completamento del Progetto Banda Ultra Larga.
La realizzazione del Progetto Banda Ultra Larga sul territorio provinciale ha subito un avvio piuttosto lento, dovuto sostanzialmente alla necessità per il concessionario di definire ed approntare le previste convenzioni con gli enti locali, in base allo specifico ordinamento autonomo della Provincia.
Questa Giunta intende ora imprimere una forte accelerazione alla realizzazione del Progetto.
A questo riguardo, nell'ultima seduta di Giunta del 12 aprile scorso, sono stati adottati due provvedimenti riguardanti:
- il rinnovo della composizione del Comitato di coordinamento del Progetto Bul, costituito da rappresentanti di: MISE, Infratel, Provincia autonoma di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini, Trentino Digitale;
- l’approvazione della convenzione tra la Provincia autonoma di Trento e Infratel, per definire, nel rispetto delle rispettive competenze istituzionali, i criteri di intervento per la realizzazione dell’Infrastruttura in Banda Ultra Larga sul territorio provinciale, al fine di favorire la riduzione di tempi e costi degli interventi, tutelando il demanio stradale e la sicurezza della circolazione.
L’adozione di questi due provvedimenti consente di proseguire nell'attuazione del Progetto senza ulteriori ritardi.
Nell'ambito del Progetto Banda Ultra Larga risultano ora attivati 8 cantieri in altrettanti comuni; nel corso del 2019, alla luce delle azioni intraprese, è prevista la realizzazione di ulteriori 63 cantieri.
A fine 2019, si prevede già l’attivazione del servizio in alcuni Comuni.
La Provincia, per facilitare il tempestivo proseguimento del Progetto Banda Ultra Larga, oltre al supporto tecnico di Trentino Digitale spa, ha messo a disposizione le risorse del Dipartimento infrastrutture e trasporti, per lo svolgimento delle conferenze di servizi e per le attività di verifica e controllo dello sviluppo temporale delle fasi realizzative.
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